
POLIZIA LOCALE MILANO
Ennesima aggressione a dei colleghi avvenuta in un parco di Milano da parte di alcuni cani aizzati contro i colleghi da un soggetto che ha tatuato la scritta ACAB
Questa lettera di solidarietà verso dei colleghi feriti in servizio, indirizzata alla municipalità meneghina ed ai suoi massimi rappresentanti, potrebbe essere indirizzata a tutti i Comuni e Comandi di Polizia Locale d’Italia perché la situazione è la medesima in tutto il Paese.
Perché chi è preposto nella “stanza dei bottoni” ed a legiferare norme atte allo sviluppo, al progresso ed al buon ordine della comunità, non toglie la benda che ha sugli occhi e le mani a coprire le orecchie per cominciare a prendere atto, a contare i feriti, a vedere il sangue che macchia le nostre divise?
https://www.milanotoday.it/cronaca/vigili-azzannati-cani-parco-cave.html
https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_agosto_19/parco-cave-aizza-suoi-tre-cani-che-azzannano-vigili-arrestato-ad4c4358-00d1-11ec-bffe-529df168f627.shtml
https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/08/19/news/aizza_i_cani_contro_i_vigili_chiamati_dai_passanti_spaventati_due_agenti_feriti_alle_gambe_e_alle_braccia_nel_parco_delle_c-314568124/
https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/08/19/aizza-i-cani-contro-i-vigili-arrestato-a-milano_eda083d5-e5da-4591-ada8-07bcf1128a5a.html
https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/aizza-i-cani-contro-i-vigili-finisce-in-manette-1.6712161
https://www.dayitalianews.com/2021/08/19/milano-aizza-cani-contro-vigili-arrestato-pluripregiudicato/
https://www.fanpage.it/milano/aizza-i-suoi-cani-che-azzannano-i-vigili-arrestato-38enne/
https://www.radiolombardia.it/2021/08/19/aizza-i-cani-contro-i-vigili-arrestato/
https://www.informazione.it/a/0FD13D2C-A548-4DA5-84CD-EF596E1E6FE5/Milano-aizza-i-cani-contro-la-Polizia-municipale-gli-avevano-chiesto-di-legarli-perche-aggressivi
https://giornaledeinavigli.it/cronaca/aizza-i-propri-cani-contro-gli-agenti-della-polizia-locale-arrestato/
OCCHI BENDATI ED ORECCHIE TAPPATE
Egregio Sig. Sindaco ed Ill.mo Comandante della Polizia Locale del Comune di Milano, chi Vi scrive è il Fuori Coro, una compagine di ufficiali ed agenti della Polizia Locale appartenenti a vari Comuni d’Italia. Non siamo un gruppo politicizzato né facciamo attività sindacale, siamo solo uniti dalla passione per il nostro lavoro per il quale promuoviamo iniziative ed attività volte al riconoscimento della nostra categoria spesso sottostimata e poco apprezzata.
Abbiamo appreso da alcuni quotidiani on line che Agenti del Comando di Polizia Locale della città che Voi rappresentate, durante il servizio, sono stati aggrediti da tre cani meticci e di grossa taglia, aizzati loro contro dal proprietario, un pregiudicato 38enne che ha dato non solo molto da fare ai colleghi della Locale meneghina, ma ha anche messo a nudo per l’ennesima volta, lo stato di assoluta impotenza e di conseguenza rabbia, nella quale in Italia, versano le forze di polizia in generale e la Polizia Locale, in particolare.
Nei fatti, è accaduto che i colleghi sono intervenuti in uno dei giardini pubblici cittadini perché questo soggetto, lasciando liberi i suoi tre cani, non impediva che questi ultimi, azzannassero ed aggredissero persone ed altri animali presenti nel sullodato parco. Alla presenza dei colleghi però, questo inqualificabile soggetto che per la cronaca, ha in seguito esibito un tatuaggio con il ben tristo acronimo “ACAB”, dopo aver minacciato i ghisa, ha liberato contro questi ultimi i suoi cani che hanno azzannato gli Agenti, procurando loro ferite al torace, alle gambe ed alle braccia.
Non è stato facile riportare la situazione alla normalità e poter così arrestare questo “gentleman” che dovrà adesso rispondere delle accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Come già detto, questo episodio di parossistica malacreanza ed inciviltà, termini questi da salotto perché la nostra posizione non ci consente “licenze” semantiche più colorite e senza dubbio più attinenti al caso specifico, mette a nudo la situazione di disagio nella quale versa la Polizia Locale italiana. Siamo carne da cannone, soldati in una trincea dove ci è obbligatoriamente imposto di sopportare e soccombere ma non ci è consentito reagire e difenderci. Perché tutto ciò? Perché chi è preposto nella “stanza dei bottoni” ed a legiferare norme atte allo sviluppo, al progresso ed al buon ordine della comunità, non toglie la benda che ha sugli occhi e le mani a coprire le orecchie per cominciare a prendere atto, a contare i feriti, a vedere il sangue che macchia le nostre divise e ad ascoltare i gemiti di dolore di coloro che in servizio sono stati aggrediti anche brutalmente e financo a morte, unicamente per aver tentato di far rispettare un ordine, una norma od una disposizione giuridica?
Questa lettera di solidarietà verso dei colleghi feriti in servizio, indirizzata alla municipalità meneghina ed ai suoi massimi rappresentanti, potrebbe essere indirizzata a tutti i Comuni e Comandi di Polizia Locale d’Italia perché la situazione è la medesima in tutto il Paese. Perciò, diteci, uomini e donne delle istituzioni e dello Stato, rappresentanti del potere legislativo e giudiziario, come volete la Polizia Locale italiana? Forse come valvola di sfogo sulla quali i cittadini possano esternare i loro malumori e le loro idiosincrasie nei confronti della Legge e di chi la rappresenta? E poi, come potete tollerare che un cialtrone qualsiasi, qualsiasi siano la sua etnia, nazionalità o pigmentazione epidermica, possa farsi beffe delle nostre Leggi e della nostra identità di Agenti prima e cittadini poi? Beffe di noi, ma anche di voi che non volete vedere, sentire e soprattutto prendere in mano la situazione ed affrontarla con le dovute maniere per riportare un minimo di fiducia nel rapporto Stato/cittadino. Noi siamo operatori che lavorano su strada ed oltre ad avere come si dice, il polso della situazione, raccogliamo le confidenze e le lamentele del cittadino comune che si rende conto di come le forze di polizia abbiano le mani legate e di come la Legge tolleri sempre più atteggiamenti criminosi, piuttosto che punire chi delinque.
A Milano, ma ovunque, se i “ghisa” avessero avuto a disposizione il taser, non sarebbero stati presi a morsi dai cani e si sarebbero potuti difendere ma difendersi ormai, equivale a farsi indagare, equivale ad un esborso di denaro per rivolgersi ad un legale per poi magari, vedersi condannare in sede di giudizio, porgendo questo il destro, ad altri gaglioffi ad esercitare il proprio odio e la propria intolleranza nei confronti di chi indossa una divisa e tutela l’ordine.
Anche l’arma di ordinanza che portiamo al fianco, è diventata soltanto un pesante accessorio, tanto inutile quanto dannoso perché chi dovesse mettere mano alla pistola, come minimo verrebbe definito uno sceriffo, quando essere poi iscritto nel registro degli indagati per eccessivo uso della forza. Perché, per un paradossale senso ormai comune, se intervieni ne paghi tutte le conseguenze, se invece non intervieni, vieni indagato per omissione.
Allora, a rebours, la domanda è sempre la medesima: come si vuole la Polizia Locale italiana? Un corpo efficiente e professionale oppure dei messi notificatori, dei bidelli in divisa sugli attraversamenti pedonali o degli anonimi viabilisti?
Questa è la domanda che attende risposta e, se questa rispecchiasse la prima opzione, allora devono cambiare le regole di ingaggio, ovvero anzitutto, Leggi che ci consentano di intervenire in maniera efficace, con strumenti idonei e senza il timore di essere messi alla berlina mediatica da coloro sempre pronti a spezzare una lancia verso balordi, barbari e violenti ma mai, nei confronti di un “vigile”, tanto scomodo ma sempre utile come capro espiatorio per le accuse più assurde e fantasiose.
Queste sono le inascoltate domande che rimarranno certo inevase, perché con occhi bendati ed orecchie tappate, né si vede e né si sente e per tanti, è la miglior cosa.
Certamente, se gli Amministratori della città di Milano, realtà esemplare per ogni poliziotto locale, ed il Comandante della Polizia Locale meneghina, raccogliessero questo nostro sfogo e volessero sostenerci nelle nostre idee e speranze, forse occhi ed orecchie si aprirebbero per soddisfazione nostra e maggior gloria della Polizia Locale italiana.
Per il momento, molte speranze, poche certezze, troppe aggressioni.
Buon lavoro e buona fortuna a tutti.
By Massimo “Max” Castagna
Redazione IL FUORI CORO
